Samcro - Terrestre
- Aug 8, 2014
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Un pizzico southern rock, una spolverata di cattiveria, condito con un filo di garage rock e con contorno ottimi testi in italiano. Questa la ricetta di “Terrestre”, dei SAMCRO,
esplosivo duo aretino che ha da poco pubblicato per Soffici Dischi il suo primo album.
Ad un primo ascolto è un cd che ti fa battere il piedino a tempo mentre ti fa rimanere di stucco.
Sei lì che l’ascolti e ti chiedi tra te e te: sul serio? ci sono sul serio bombe così in giro per la tua regione e non ne sai nulla? E quando Marco e Nicola ti gridano nelle orecchie TU COME STAI? a te viene da rispondere solo: adesso bene!
Un’esplosione di suoni diversi che riescono a mescolarsi e a fondersi in un’armonica dissonanza. Non sono mai quello che ti aspetti, questi due ragazzi, né nei testi né nei suoni. Incredibile. Si sente che hanno dentro quella forza e quella voglia di gridare al mondo il loro messaggio e riescono a trasmetterlo perfettamente attraverso le loro nove tracce. Pezzo dopo pezzo, ora più arrabbiati, ora più disillusi, insomma, proprio come ogni giovane è in questo preciso momento storico e culturale.
“Terrestre” è la traccia con cui si apre l’album, dopo una gran bella intro di chitarra, parte una voce graffiante.
Si passa poi a “Parentesi”, ritmatissima fin dai primi secondi. E, vi assicuro, canticchierete come tutti quelli che crederanno sempre in noi, sempre in noi! per una ricca manciata di minuti.
“Police Tango” è la terza canzone, completamente strumentale, che sembra la colonna sonora di un poliziesco anni ’60. E sì, io che sono sveglia l’ho capito dopo che magari il titolo poteva essere un indizio, va beh.
Segue “Causa-Effetto” voglio soltanto restare seduto in disparte per provare l’effetto che fa, stare fermo a capire i lunghi silenzi pretesa assolutamente condivisa, e le sonorità potenti te lo fanno cantare con ancor più convinzione.
È adesso la volta di “Ritorno”, che inizia cattiva, e continua cattiva, e – insomma – è un ritorno cattivo.
“Trenitalia.com” si apre con una vena di malinconia, ma si tinge subito di colori forti con il suo arrangiamento molto rock.
“Cartone”, invece, brinda alla nostra età, e le due voci che cantano insieme rendono la sagoma di cartone più viva che mai.
La sopracitata “Tu come stai?” ci conduce verso la fine dell’album.
Mentre è “Un motivo” l’ultima traccia del disco. Un’ultima canzone strumentale e, a suo modo, struggente.
A mio avviso Terrestre è un ottimo ascolto, che lo consiglio a tutti.































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