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Nova Lumen: in 9 artisti vi raccontiamo chi siamo

  • Jul 7, 2015
  • 3 min read

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Passano i mesi e torna la nostra rubrica, con cadenza più o meno regolare. Questa volta a raccontarci le loro principali influenze saranno i Nova Lumen (qui trovate il video del loro ultimo singolo).

Buona lettura!

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ECHO AND THE BUNNYMEN: La new wave è stato un punto di partenza fondamentale per noi. Avremmo potuto citare i The Sound, i Joy Division o altri, ma una canzone in particolare degli Echo and the Bunnymen, The Killing Moon, è per noi uno di quei pezzi che consideriamo davvero sacri. Anche la new wave italiana è stata un passaggio fondamentale per quello che facciamo ora perché si tratta di uno degli unici momenti nella storia della musica del nostro paese in cui si è riusciti ad unire un genere anglosassone alla lingua italiana pur mantenendo intatta l’essenza originale del genere. Oltre i classici del genere, come Diaframma e Litfiba, un pezzo molto importante nella nostra formazione è stato Vita Immaginaria dei Polaroid.

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FRANCO BATTIATO: Ascoltiamo spesso Battiato, ancora più da quando molti trovano delle somiglianze tra la nostra musica e la sua. Il nostro album preferito rimane "Mondi lontanissimi" del 1985, ma in generale tutte le sue composizioni della prima metà degli anni '80 sono quelle che ci piacciono di più. L’immaginario che aveva soprattutto a quei tempi è qualcosa che sentiamo molto vicino al nostro: c’era lo spazio, c’erano gli uomini, l’amore e l’infinito.

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THE STROKES: Possiamo dire che gli Strokes siano il gruppo grazie al quale iniziammo a suonare assieme nel 2007, durante i primi anni del liceo, e dunque l’affetto che ci lega a loro è davvero grande. Alcune loro canzoni per noi restano l’apice di tutto ciò che ci piace in musica, come pure alcuni pezzi del primo album solista di Julian Casablancas, Phrazes for the Young. La ricerca di particolari melodie ed incastri tra gli strumenti, le linee vocali ed un certo tipo di atmosfera sono ciò che ancora oggi sentiamo accomunarci a loro.

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CRYSTAL CASTLES: I Crystal Castles rappresentano per noi l’esempio perfetto di come si possa creare una bella melodia senza rinunciare alla ballabilità del pezzo e all'elettronica. I loro primi due album in particolare sono incentrati su questa unione che è allo stesso tempo uno degli elementi su cui poggia la nostra musica. Se dovessimo stilare una top 5 dei nostri artisti preferiti loro ci sarebbero sicuramente.

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FUTURE ISLANDS: Abbiamo sempre considerato i Future Islands come il gruppo che più si avvicinava a quello che avremmo voluto suonare, in cui riscontravamo l’equilibrio perfetto tra componente elettronica e non. Oltre a delle similitudini biografiche (sono sempre stati in tre e suonavano assieme fin da giovanissimi), agli inizi la loro formazione era identica alla nostra: drum machine, synth, chitarra e basso. L’intensità della loro musica unità alla bellezza dei testi creano qualcosa di davvero unico.

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THE HORRORS: Gli Horrors hanno scritto delle cose bellissime. Soprattutto "primary colours" contiene dei brani stupendi e crea un'atmosfera molto profonda. Ogni volta che ascoltiamo "Sea within a sea" è un tuffo al cuore.

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IS TROPICAL: Così come per i Future Islands anche gli Is Tropical, seppur in modo diverso, sono un gruppo che ci è spesso sembrato non essere così distante da noi per modo di concepire e suonare i propri pezzi. Brani come Lies e South Pacific sono stati fondamentali al tempo dei Lumen, anche se poi il nostro genere ha virato verso qualcosa di un po’ diverso.

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TRUST:Di questo artista amiamo l'uso marcato dell’elettronica unito ad una ricerca melodica molto raffinata. Durante l'ascolto di ognuno dei suoi pezzi ci si trova immersi in una corrente fatta di ritmi serratissimi e suoni travolgenti, l'abbiamo visto un paio di volte live tra Milano e Torino e siamo sempre usciti estasiati.

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GLASS CANDY:Adoriamo l'estetica sonora retrò che fa capo a Johnny Jewel in generale (vedi anche Chromatics, Desire, Symmetry), ma i Glass Candy occupano un posto di riguardo visto l'orientamento per lo più elettronico e le atmosfere noir che sanno trasmettere: batterie minimali, tastiere ipnotizzanti e voci malinconiche sono un punto di partenza spesso anche per noi.

 
 
 

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