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Karoshi: in 10 (e un po') artisti vi raccontiamo chi siamo

  • Mar 3, 2016
  • 3 min read

Torna la nostra rubrica con ancora una vuolta nuovi protagonisti. A questo giro a parlarci un po' di loro saranno i vicentini Karoshi, il cui nuovo EP, Antera, è in uscita a breve. Lasciamo la parola alla band.

Una delle domande a cui è più difficile rispondere e che puntualmente arriva è quella di elencare una serie di artisti che in qualche modo abbiano contribuito alla formazione del proprio gusto e bagaglio musicale. Ancora più difficile è se il numero di artisti da elencare è limitato a dieci. Noi ci abbiamo provato, e non ci siamo riusciti.

The Beatles - obbligatoriamente i primi, rivoluzionari nella musica e fuori, chiunque conosce almeno una canzone dei Beatles. Dai ritmi più allegri e pop delle prime incisioni come All my loving e I saw her standing there, passando per la classica forma-canzone di While my guitar gently weeps e Come togheter arrivando alle sperimentazioni di Being for the benefit of Mr. Kite e Revolution 9, mettono d’accordo davvero tutti. Non ci stancano mai, sono quelli che prima o poi torniamo sempre ad ascoltare.

Radiohead - i nostri padrini creativi. Tutta la loro musica è tutta la musica che avremmo voluto scrivere noi. Un raro esempio di perfetto ensemble, strumenti giusti suonati nella maniera giusta al momento giusto. Una grande lezione che possiamo dire di avere imparato dai Radiohead è che non necessariamente se si hanno molti strumenti questi andranno suonati sempre, in ogni pezzo e in ogni momento del pezzo. Può sembrare banale ma non lo è. Per noi non hanno sbagliato un disco, una crescita musicale in continua ascesa. Pare poco?

Portishead - per quanto ci riguarda, una delle migliori cose uscite dagli anni ’90. Dummy è da sapere a memoria. Beth Gibbons saprebbe cantare anche la lista della spesa, e probabilmente ne uscirebbe una canzone meravigliosa.

Aphex Twin - innovatore, artista poliedrico e sempre davanti a tutti. Pensare che brani come Xtal, Alberto Balsam, Avril 14th e Come to daddy siano dello stesso artista è una cosa che ci lascia a bocca aperta e allo stesso tempo ci gasa da matti. Un esempio da imitare.

Boards of Canada - iconici. Puoi sentire una canzone per la prima volta e dire “sono i Boards of Canada”. Ci hanno fatto innamorare di quel suono di sintetizzatore un po’ old school e mai invadente. Sintetizzare un suono che dia un pugno sullo stomaco, presente e in primo piano è una cosa che può venire quasi facilmente, la difficoltà vera sta nel metterli insieme senza che si accavallino, senza che uno sia predominante sugli altri. Su questo i Boards of Canada hanno molto da insegnare.

Angelo Badalamenti - lo abbiamo detto fino allo stremo ormai, siamo invasatissimi di cinema. David Lynch per noi è lo zio figo che si vede una volta l’anno, quello che di nascosto ti passa le sigarette. Come non possiamo quindi adorare gli accompagnamenti di Badalamenti? Dall’iconica sigla di Twin Peaks, al tema per Laura Palmer, a tutte le altre musiche originali, le composizioni di Badalamenti non sono mai invadenti, ma rendono uniche le scene per le quali sono state scritte.

Tom Waits - dal sound così particolare e riconoscibile da essere irresistibile. Da sempre accompagnato da musicisti di grandissimo spessore (leggasi: il suono di Marc Ribot GRANDE COSÍ), Tom Waits vanta una discografia di assoluto rispetto nella quale forse non risulta subito facile muoversi, ma che saprà sempre regalare grandi soddisfazioni.

Ulver - come possiamo non apprezzare un gruppo che rigetta qualsiasi etichetta, qualsiasi genere e suona unicamente ciò che gli va di suonare? Discografia sicuramente da scoprire, Perdition City è un disco a cui dobbiamo molto.

Charles Mingus - si definì egli stesso genio pazzo e arrabbiato, probabilmente non a torto. Un caposaldo se si parla di Jazz, ma non solo, la sua impronta nella sua musica è sempre riconoscibilissima. Arrangiamenti sempre curati anche nella sua fase più free, seppe sempre orchestrare con gusto ed estrosità i propri musicisti, arrivando a soluzioni innovative ancora oggi.

Con il decimo abbiamo voluto barare, non siamo riusciti ad escluderne così tanti, quindi abbiamo deciso di mettere in elenco artisti che, chi più chi meno, magari ultimamente, magari tanto tempo fa, ci hanno lasciato qualcosa, ma senza spiegarvi perché: Pink Floyd, Verdena, Bonobo, Elliott Smith, Cliff Martinez, Venetian Snares, Nino Rota, The Ventures, The Smiths, Ennio Morricone.

 
 
 

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