Dutch Nazari - Amore Povero
- Apr 4, 2017
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Distese di basi elettroniche in loop con un grande appeal ed un cantautorato autobiografico in bilico tra metriche rap e cantato italiano à la Dalla: ecco la sintesi di Amore Povero, l’LP di Dutch Nazari. Il ragazzo padovano ha fatto della ricerca sonora e della stesura del testo una vera passione, i cui riferimenti sono variegati: geografici (Londra, Parigi, ai viaggi), alla letteratura (Dickens), al cinema (Kubrik), ed al passato (istanti della scuola e delle caramelle, e quelli delle rimpatriate dopo gli anni dei banchi delle superiori in Se ti sposassero) e richiami sonori che in fatto di interpretazione e stile strizzano l'occhio a Ghemon, Mecna, Battiato e Dargen D’Amico.
Certe cose col tempo cambiano e non tornano più, e prendono risvolti anche inattesi, altre cambiano nome ma rimangono identiche, tipo che anche Beethoven usava l’hastag però lui lo chiamava diesis
Amore povero è un album che ci dà un riflesso dei pensieri di Dutch, per questo autobiografico e riflessivo, ma che si ancora agli artisti passati e presenti del panorama italiano, dall’hip hop ed il rap ai cantautori, e narra dell’innamoramento, della quotidianità e della contemporaneità dimostrando anche una certa nostalgia per il passato e le cose più semplici ed autentiche. Su tutto, ciò che attira è la maturità compositiva. È stato un throwback ad alcuni anni fa ed alla ricerca di artisti del mondo rap/hip hop che catturassero davvero la mia attenzione soprattutto da un punto di vista sonoro. Qui i featuring con nomi d’un certo peso come Coez e Dargen D’Amico, in veste di produttore, si fanno notare. È il racconto dell’amore povero che va distinto dal povero amore. Alessandro Spagnolo































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