Godblesscomputers - Solchi
- Oct 10, 2017
- 2 min read

Il terzo disco di Lorenzo Nada arriva a distanza di due anni dal suo acclamato predecessore Plush and Safe. In continuità con quel lavoro, questo Solchi mescola Idm/ambient con hip hop e inserti world music, nell'impasto sonoro ormai riconoscibile dell'artista bolognese. Si veda l'iniziale Brothers, in cui un beat acustico e campionature di suoni acquatici (ormai diventate marchio di fabbrica) fanno da sfondo a un arpeggio di kalimba mandato in loop: un'atmosfera rarefatta ad accompagnare infine dei versi recitati da Lil O. La vena ambient/folktronica à la Four Tet la ritroviamo in pezzi come Glue e Disquietude: beat rallentati, kalimba, campionamenti di voci eteree, spruzzate di synth compongono la palette di cui Nada si serve con più disinvoltura, così come nella spagnoleggiante El Destino troviamo un ottimo hip hop strumentale.
Accanto a queste composizioni, ne troviamo però altre che pescano da lidi meno battuti. La vena black viene esplorata nel solido nu-soul di How About U (con un convincente Davide Shorty alla voce), oltre che nel funky robotico e steroideo di Records (una canzone che ci ha ricordato l'ultimo Blood Orange). In Adriatica troviamo invece, sopra una cassa dritta dritta, elementi italo-lounge che, per restare in patria, si accostano alle atmosfere usate da Jolly Mare, solo con uno spirito hip hop che prevede qui anche l'uso dello scratch. Più fuori fuoco, rispetto all'impalcatura complessiva, le pur gradevoli collaborazioni con Klune e Inude, oltre che il dub classico di Life on Fire, insieme a un maestro del settore come Paolo Baldini.
Non è tipo da star fermo, Nada. In questi Solchi girano collages e composizioni, sovrapposizioni e ripescaggi. Un disco forse meno omogeneo del suo predecessore, ma volenteroso nell'inglobare altri detriti, altre gemme, nel suo gioioso flusso acquatico.































Comments