L I M - Higher Living
- Feb 2, 2018
- 2 min read

Higher Living è un disco d’altura. Mi spiego meglio: è un ascolto etereo e lontano dal suolo, pur essendone legato e per forza di cose immerso. Si respira aria rarefatta mantenendo i piedi a terra, è come essere altissimi. I suoni campionati, come in apertura del disco il ronzio d’un insetto, sono l’ancora che ci tiene legati al suolo, alla realtà.
Come raccontato in una bella intervista rilasciata a Soundwall, in vista dell’imminente uscita dell’lp (uscito lo scorso 26 gennaio), passare dal vivere al piano terra ad un quarto piano è servito a L I M per avere un’altra prospettiva, ed un altro tipo di sguardo sulle cose, lontana dal rumore e più tranquilla. Ricordo da piccolo la stessa sensazione, passando dal primo al terzo piano: si vedono le stesse cose, ma in modo diverso, pur avendo la consapevolezza che non è cambiato nulla in loro, semmai in noi.
Questo disco è un ascolto che allenta la pressione e rilassa: le parole sono sullo stesso piano della musica, e ne sono al servizio: poche e ben ponderate con la loro sonorità. Il suono, di ottima fattura ed eleganza, denota una grande ricerca, e tramite i campionamenti sembra di immedesimarsi in un’altra vita, un’altra quotidianità.
Rispetto al precedente EP, Comet, i suoni si sono fatti più leggeri e riflessivi, spostando l’ago della bilancia verso l’ambient, e dosando col contagocce l’uso della voce.
Una menzione particolare la merita a mio parere la fluid ballad Wet Gold: sembra di guardare il cielo in un giorno di pioggia col sole che rende tutto dorato, da una piazza semideserta.
Ho fatto in tempo ad ascoltarlo numerose volte ed è per questo che mi sento di affermare che è un lavoro da degustare, sorseggiandolo per apprezzarlo nelle varie sfumature e nei piccoli particolari.































Comments